La terapia cognitivo-comportamentale è attualmente considerata una delle psicoterapie più affidabile ed efficace per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici.
La teoria di fondo postula che il nostro modo di pensare, di vedere il mondo, di interpretare gli eventi spesso è disfunzionale, a volte a tal punto da farci sviluppare una vera e propria psicopatologia. Pensiero, emozioni e comportamento sono quindi inestricabilmente legati tra loro, non sono quindi le situazioni a scatenare in noi determinate reazioni emotive, ma ciò che pensiamo in quei contesti, e a posteriori, il significato che abbiamo dato ad una determinata esperienza.
Un esempio concreto è lo studente che non riesce ad andare agli esami, dopo un breve colloquio clinico, potremo osservare un’ipotetica credenza disfunzionale radicata, quale: ”essere bocciato ad un esame significa essere un fallito”, è chiaro che vedendo l’evento dell’esame con le lenti del ”sono un fallito se mi bocciano”, la situazione in sè diventa molto più emotivamente attivante, dato che verrà vissuta dall’individuo come un momento per testare la sua adeguatezza come persona. Modificata la credenza, automaticamente cambieranno le conseguenze emotive!
Bibliografia: Rothbaum, B. O., Meadows, E. A., Resick, P., & Foy, D. W. (2000). Cognitive-behavioral therapy.

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